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Amici del Vento

                Nel suo nome

Ragazza che aspettavi un giorno come tanti
un cinema una pizza per stare un po' con lui
dai apri la tua porta che vengo per parlarti

"Sai stasera in piazza ...
erano tanti e ....
il tuo ragazzo è morto...
è morto questa sera ..."

Vent'anni sono pochi per farsi aprir la testa
dall'odio di chi invidia la nostra gioventù;
da chi uno straccio rosso ha usato per bandiera
perché non ha il coraggio di servirne una vera
La gioventù d'Europa stasera piangerà
chi muore in primavera per la sua Fedeltà.
Le idee fanno paura a questa società
ma ancora più paura può far la Fedeltà.
La Fedeltà ad una terra, la Fedeltà ad un amore
son cose troppo grandi per chi non le ha nel cuore.
Un fiore di ciliegio tu porta fra i capelli
vedendoti passare ti riconoscerò e....
Sole d'Occidente che accogli il nostro amico
ritorna ad illuminare il nostro mondo antico.
Dai colli dell'Eterna ritornino i cavalli
che portano gli eroi di questo mondo stanchi....
Ragazza del mio amico che è morto questa sera
il fiore fra i capelli no, non ti appassirà.
Di questo tuo dolore noi faremo una bandiera
nel buio della notte una fiamma brillerà
Sarà la nostra fiamma, saranno i tuoi vent'anni
La nostra primavera sarà la Libertà....

 

 
                A Carlo

Nelle notti fredde per riscaldarci il cuore
abbiam parlato per delle ore,
abbiam vissuto come nel fango
di una trincea, facendo della vita una cosa vera
giocandoci le idee sulla pelle
lanciando sempre il cuore oltre le stelle.

Essere capiti anche quando si diceva
di amare una donna quand'era andata via
fuggendo dal miraggio della vita più borghese,
lasciandoci nel cuore l'amarezza più le spese
E non dover spiegare che il cuore batte ancora,
negli occhi non c'era la pietà che non consola
E non dover spiegare che nell'amore anche qua,
hai dato un senso alla parola fedeltà
E non dover giustificare la voglia di coraggio
che ci ha fatto sempre amare i fiori colti a maggio
senza inseguire il mito della sopravvivenza,
amare più il pericolo un poco meno la prudenza.

Ma il vento fra i capelli forse ci perderà.
Ma il sogno nei miei occhi non morirà.

Nelle notti fredde per riscaldarci il cuore
abbiam parlato per delle ore,
abbiam vissuto come nel fango
di una trincea, facendo della vita una cosa vera
giocandoci le idee sulla pelle
lanciando sempre il cuore oltre le stelle.

Scavare nelle note alla ricerca di emozioni
per dimostrare al mondo come un fascista sogni,
guardandoci negli occhi con la nostra ironia,
bruciando il pregiudizio per la democrazia.
E non aver paura di amare la sconfitta,
brindare in faccia al mondo e non cercar consolazione
Non dover spiegare che al successo
che non dura era molto meglio sostituire l'avventura
E non aver bisogno d'interpretare le opinioni
con la sicurezza di non essere fraintesi
Una giovinezza di anni bene spesi
ad inseguire un senso ed una vocazione.

Ma il vento fra i capelli forse ci perderà.
Ma il sogno nei miei occhi non morirà

 

   

L'8 dicembre del 1997 a Monza si svolge il concerto per i vent'anni di attività degli Amici del Vento e della Compagnia dell'Anello di fronte a più di 1000 persone. Nel 1998 l'Associazione Culturale Lorien pubblica il doppio CD del "Concerto del Ventennale" che contiene tre brani inediti degli "Amici del Vento".
Marco Venturino decide di non suonare più.

Iniziò allora un periodo d'intensa attività per gli Amici dei Vento, in un clima politico sempre più arroventato, con decine e decine di concerti in giro per l'Italia, che spesso si trasformavano in manifestazioni e degeneravano in scontri di piazza. Indimenticabile fu l'invito che avemmo da Fuerza Nueva per partecipare a Madrid ad un grande spettacolo musicale organizzato in onore delle vittime del terrorismo marxista, con "veri" artisti professionisti e di fronte a circa tremila persone. Scrivemmo anche nuove canzoni e grazie all'interessamento di Pisanò, che tra l'altro fu l'ispiratore della canzone Ritorno, riuscimmo a incidere una seconda musicassetta, Girotondo, questa volta registrata in una vera sala d'incisione, con mezzi un po' meno artigianali, ma con possibilità sempre scarsissime. In questo pedodo si unì al gruppo anche il fratello di Cristina, Fabio, con la sua chitarra.   Con l'inizio degli anni Ottanta, la fine del nostro periodo studentesco - mio fratello si laureò in medicina e io pure, l'anno dopo - e l'affievolirsi delle tensioni politiche, l'attività degli Amici dei Vento iniziò a diluirsi, anche se continuammo a scrivere canzoni come Droga, Scudiero, Patria e altre. Agi inizi dei dicembre 1983, dopo vari mesi di inattvità, tenemmo un nuovo concerto a Milano, presso la sede del circolo dei Paracadutisti: fu l'ultimo concerto di Carlo. Dopo pochi giorni, il ventisette dicembre, Carlo perse la vita in un incidente motociclistico e per gli Amici dei Vento fu come perdere la propria anima. Tre anni dopo, con Guido e Fabio decidemmo di organizzare un concerto commemorativo per Carlo presso il cinema Argentina di Milano: a suonare con noi ci fu anche la chitarra di Paola, mia cugina. Fu una scelta molto difficile e dolorosa, ma la risposta che avemmo dal pubblico, che tanto aveva amato Carlo e che ci aveva sempre sostenuto nei difficili anni di piombo, ci convinse a non buttare via quel patrimonio ideale che aveva iniziato ad accumulare mio fratello. Grazie alla volontà ed all'impegno di Guido, gli Amici dei Vento tornarono a far sentire la propria voce, ripubblicando rimasterizzate le vecchie cassette e incidendone, presso gli studi dell'Alpharecord di Burago, una nuova, Vecchio Ribelle, con le canzoni inedite di Carlo e alcune scdtte da me. Nel dicembre 1993 un nuovo concerto a Milano, per ricordare Carlo a dieci anni dalla scomparsa, segna l'inizio di una nuova ripresa dell'attività pubblica. Da quella data il gruppo però si è modificato: rimaniamo Guido e io. Cristina, dopo una fugace apparizione al concerto di Milano, si ritira, e anche Fabio decide di tentare la fortuna come cantautore e lascia il gruppo. Si unisce a noi invece Claudio Masella di Milano, alla chitarra ritmica. Gli impegni di lavoro, il mutamento degli scenari politici, la crisi delle ideologie frenano ovviamente l'attività del gruppo, generando non poche difficoltà: proseguono comunque i concerti e, grazie alla collaborazione deli"'Alpharecord', prende Vita il primo CD realizzato con mezzi professionali, Progressista Rap, che raccoglie canzoni nuove e vecchie. Fabio rientra nel gruppo e nel dicembre 1995 a Monza riusciamo a presentare un concerto con musicisti professionisti in un teatro dei centro.
Sono passati vent'anni dalla nascita degli Amici dei Vento. Attualmente gli Amici dei Vento rimasti siamo io e Claudio: Guido ha fondato l'associazione Lorien, un archivio storico per la musica alternativa, e Fabio ha ritentato la strada di cantautore. Cosa rimane, al di là di qualche concerto e di qualche canzone nuova già scritta o ancora da scrivere? Rimane un patrimonio di ideali, di dolori e di emozioni di una generazione che è passata attraverso gli anni di piombo dalla parte più difficile; rimane la voglia di continuare a rivendicare la propria rabbia e la propria identità anche in un'Italia che si sta modificando e che spesso è difficile da capire. Rimane il desiderio di mantenere uno spazio culturale che hanno tentato di soffocare con la ghettizzazione, con le spranghe, con il piombo, con l'omologazione e oggi con l'oblio. Rimane un'occasione da non perdere.

Marco Venturino  
testo tratto dall'Agenda Nazionalpopolare 1998 © Carlo Marconi Editore

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