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VANDEA (M. Morsello)
Questo sole questo sole di Francia
questa notte ha cambiato colore
non ci scioglie più il nodo alla pancia
quando la sera lo vedi calare.
Questa spada non è spada è una lancia
taglia la gola agli agnelli e ai bambini
questo fuoco che brucia le chiese brucia
il raccolto dei contadini.
E
mio figlio che è figlio di Francia
rivolta la terra perchè ci dia da mangiare
conosce fatica, dolore e rinuncia
conosce una croce a cui poterla affidare.
Ma
questo milione di uomini a cavallo
hanno le lame sopra il loro coltello
hanno un diavolo per capello
e di capelli una marea.
Cantano di questa Francia che cambia
hanno un sorriso che gli approva la morte
stringono tra le ginocchia un cavallo,
e il cavallo s'impenna e riparte.
Rit: La Francia moriva
contadini baroni ed i figli suoi
e mio figlio che ancora cantava
cantava il domani appartiene a noi.
Queste mani, queste mani di Francia,
di pelle nuda che non intende ragione
già si formano in grembo alla pancia
di ogni madre di questa regione.
Mio figlio che è nato di notte
sul pavimento di un casolare
ha una schiena che piega soltanto
quando il grano è maturo e che lo deve tagliare
Mio figlio che è anima cuore e cervello
è impasto di Francia e la voleva servire
gli hanno reciso di netto la testa dal collo
all'alba di un giorno che non doveva venire.
Ma
questo milione di uomini a cavallo
hanno un ghigno che gli precede il naso portano al collo un ramo di
capelli
per ogni donna che hanno ucciso.
Altre donne che corrono tra il ferro e il fuoco
tenendosi il vestito strappato restano solo cani che abbaiano verso il
fumo
dopo che il fuoco s'è placato.
Rit: La Francia moriva
contadini baroni ed i figli suoi
ed il figlio di mio figlio che ancora cantava
cantava il domani appartiene a noi.
E
la Francia spariva
contadini e baroni ed i figli suoi
ed il figlio di mio figlio che ancora cantava
cantava il domani appartiene a noi |
La
prima traccia di questa antologia testuale e musicale risale al 1989,
anno in cui fu colta l’occasione del bicentenario della Rivoluzione
illuminista borghese per evidenziare fino a che punto “ la Dea Forza
della Ragione… aveva avuto torto“. Nacque così un recital ed una
musicassetta giovanile molto evocativa, ma priva di qualsiasi spessore
professionale;
Da allora sono
trascorsi 15 anni, ma è come se ne fossero trascorsi altri 200. I
nemici e gli amici di ieri non sono più “necessariamente” i nemici e
gli amici principali di oggi; tra ideologie e muri caduti ed altri in
procinto di alzarsi , tra guerre democratiche e “preventive” contro i
cattivi di turno, bombardamenti chirurgici ad opera dei “soliti
liberatori”, tra “abiure” necessariamente ipocrite e patetiche
denuncie di presunti “mali assoluti ”, pensiero debole strisciante ,
difese incondizionate del “cancro occidentale” come il migliore dei
mondi ed il minore dei mali possibili…siamo giunti nel XXI secolo : La
Forza della Ragione continua “tragicamente” ad avere sempre più torto
.
Ma rispetto a 200
anni fa la situazione e’ peggiorata: il mito razional-progressista che
concepì i primi genocidi della storia moderna e tolse dai libri di
storia la dignità dei vinti, si è mascherato oggi da sottocultura
conformista e di massa. Il numero sorregge la verità. Destra Borghese
e Sinistra Riformista sono i nuovi gendarmi del sistema occidentale,
hanno entrambe, nel novello filosofo Karl Popper e nella ex-comunista
e femminista Oriana Fallaci, i loro punti di riferimento ideologici (
il pensiero razionale, il verbo neo-capitalista, una società aperta e
democratica sorretta sempre e comunque dalle portaerei USA con le
testate nucleari); chiunque si opponga a questo Nuovo Ordine Mondiale
“ Illuminato e Razionale ” e’ considerato per definizione “non
politicamente corretto “ e quindi occorrono periodicamente delle
igieniche guerre di correzione per esportare questo modello di
“perfetta democrazia”.
Guarda caso non vi
e’ alcuna differenza rispetto a ciò che accadde in Vandea nel 1793 o
ai briganti del meridione d’Italia dal 1860 o ai Pellerossa americani:
le filosofie democratiche di derivazione borghese hanno sempre “ il
buon senso della Ragione e del Progresso ” dalla loro.
L’obiettivo
di questo lavoro è duplice: ridare
legittimità e riconoscimento storico al “ Sole dei Vinti” ,
scardinare quindi quel processo ambiguo e manicheo della storiografia
ufficiale che da sempre ha emendato dai libri di scuola i testimoni
“della nobiltà della sconfitta”.
L’altro obiettivo è
evocativo ( qualcuno dirà eversivo…): non si tratta di riproporre in
chiave nostalgica e restauratrice i modelli sociali e politici del
passato ma di evocare “IL RIBELLE” che abbiamo
dentro, una “ tipologia umana ”, un archetipo, un “genus”. Il
Ribelle non vive soltanto nel Giacobita scozzese, nel Vandeano , nello
Chouns Bretone, nel Brigante del Meridione , nel Cosacco Bianco … Il
vero Ribelle (per usare una espressione di E. Junger ) dimora nascosto
nel “bosco post-moderno” : … il terreno primordiale di ogni singola
esistenza , la boscaglia da cui Egli un giorno irromperà come un leone
.
Praticare il
pensiero irrazionale, evocando il culturalmente “non corretto”, il
potenzialmente antagonista…possibilmente sognare ad occhi aperti ….
Questo è quanto il potere più teme: ieri come oggi, il potere teme IL
RIBELLE che è in noi.

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