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Janus

     DRESDA

Le sirene nella notte,
il fumo dalle macerie,
le urla dei vivi,
il silenzio dei morti,

Dresda piange il tuo domani,
gli aerei degli alleati,
dei giudici di Norimberga
tornano alle loro basi
ebbri di un immondo trionfo.

Dresda piange il tuo domani
ma il vento di fuoco
non cancellerà il ricordo,
un giorno non lontano
puniremo il tuo boia.

     AL MAESTRALE

Come ti amo,
vento Maestrale,
spezza nubi, scaccia mali,
vento ruggente,
noi siamo nati
da un unico grembo,
noi siamo le primizie
di un’unica sorte,
forse siamo stati
eternamente predestinati
ad essere eredi
di pesanti fardelli e di grandi battaglie.

Chi con i venti non può danzare,
chi di gentaglia ipocrita e l’uguale,
lungi egli sia dal nostro paradiso
perché luce di sole noi irradiamo.

Cacciato sia chi intorbida il cielo.
Freme la mia gioia sulle alte vette
come se fosse un mare in tempesta
volando con le rondini più in alto ancora.

E perché di tal gioia sia eterna la memoria
prendi e raccogli allora la ghirlanda,
sali più in alto e appendila nel cielo
perché il mondo la veda e sia più vero.

 

           PESCATORE DI SOGNI

Colori pallidi, frammenti, niente
nella tua scelta sola e sbagliata,
la strada più breve per finire,
per chiudere il discorso con i perché,
per cancellare chi sei tu,
siringhe vuote non siete idee
da pescatore di sogni
a poeta di morte,
non so neppure chi sono io,
che cosa resta ormai di me,
pescatore di sogni dove sei ?

Ma la luce divina risplende,
guardala,
le stelle della notte ti hanno parlato,
ora hai trovato la tua strada
e intanto il sole nasce già,
il tuo sogno nel vento griderai.

   

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Janus (chitarra-voce, basso, tastiere, batteria) nasce nel 1976 a Roma, come gruppo musicale rock alternativo allo strapotere della sinistra in questo campo artistico, almeno in Italia.
Il primo 45 giri, Tempo di vittoria, viene registrato dal vivo, con un revox a due piste, in una situazione quasi catacombale: immagina te, in quei tempi, la difficoltà per il sottoscritto batterista di reperire degli altri musicisti simpatizzánti di destra o comunque non ostili. Il disco riscuote comunque un notevole successo per l'epoca e per la situazione politica (circa 1.000 copie vendute naturalmente a prezzo politico, come d'altronde le altre incisioni a seguire).
Il gruppo, subito dopo l'uscita del 45 giri, si scioglie per ritrovarsi in una nuova formazione (chitarra- voce, basso, batteria) che partecipa al I Campo Hobbit, svoltosi a Montesarchio nel giugno 1977. L'impatto è molto forte: il campo si divide tra sostenitori e critici sulla possibilità di inglobare la musica rock nell'ambiente della destra.
Sempre nel 1977 esce European Rock Ensamble un disco con cinque brani, due con testi tratti e adattati rispettivamente dai Poemi di Fresnes di Brasiliach e da Personae di Pound. Grazie alla diffusione organizzata dal giornale alternativo La voce della fogna di Marco Tarchi e da altri piccoli fogli dell'ambiente, il disco riscuote un buon successo.
Voglio qui anche precisare, a dispetto delle solite calunnie sinistroidi, anche recenti, che Janus non si è mai etichettato come un gruppo "nazi- rock". Il nostro brano Dresda, contenuto in questo EP, voleva ricordare l'inutile strage compiuta dagli alleati, su una città inerme durante la Seconda guerra mondiale e quasi dimenticata da una certa "Storia", pronta a ricordare solo quelle, ugualmente deprecabili, dell'altra parte. D'altronde i nostri testi non sono mai stati "truculenti", nessun invito alla violenza, anche se pure in tragici anni di piombo.
Dopo la partecipazione al secondo Campo Hobbit nel '78, con la formazione più entusiasta e militante (chitarra-voce, basso, tastiere, flauto, batteria), esce quello che credo il miglior lavoro del gruppo, l'LP Al Maestrale, brani celtici, medioevali, mediterranei, hard, si fondono in una ricerca sperimentale di rock europeo il più possibile vicino alle tradizioni della destra. Sono chiaramente da evitare paragoni con i "mostri sacri" del rock, un gruppo non professionista, con scarsissimi mezzi finanziari, con le incisioni in sala di registrazione praticamente dal vivo (Al Maestrale fu registrato in sei ore) non può reggere a simili confronti. Purtroppo un "kritico" dei tempi, della nostra stessa parte politica, non mancò di rendersi ridicolo scrivendo di un "tentativo rock di cui è difficile entusiasmarsi, in quanto per forza di cose (?) viene spontaneo far paragoni con i grossi nomi del rock internazionale."
Nel 1980 esce un nuovo 45 giri: Pescatore di sogni con un testo contro la droga (ricordo che Almirante mi scrisse una bellissima lettera di apprezzamento); stessa formazione, tranne per il chitarrista cantante costretto ad abbandonare il gruppo per motivi di lavoro, sostituito da una nuova voce.
Nel 1981, con una nuova formazione (tastiere, basso, flauto, batteria) esce l'ultimo 45 giri: Note per un amico. Il 45 giri è solo strumentale e cerca di creare un'idea-suono senza dover ricorrere a testi espliciti. Poi il gruppo per varie difficoltà, si scioglie definitivamente. A più di vent'anni dalla nascita del gruppo non posso non rallegrarmi per il ricordo positivo che ancora ci segue. Da poco (nel 1997 a cura di RTP, NdR) è uscito un Cd: Tributo a Janus, in cui diversi attuali gruppi musicali di destra reinterpretano alcuni nostri brani, nel Cd vi sono anche due prove di nostri lavori dell'81 che non ebbero la possibilità di essere pubblicati.

Mario Ladich   
testo tratto dall'Agenda Nazionalpopolare 1998 © Carlo Marconi Editore