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Nuovo Canto Popolare    di Francesco Tallarico

          ROMA
 
Il sole scende all'orizzonte
ombre di antichi guerrieri
proiettati sui muri di Roma
e i vecchi e scuri palazzi
assistono al tramonto
colorandosi di rosso bruno.
E la gente è la solita gente
annoiata stanca ed assente
cammina indifferente.
 
Ma io vorrei che capisse
che sentisse la mia ansia
le mie emozioni e aspirazioni.
Guardo le imponenti mura
ripenso ai padri che da eroi
le difesero per noi.
Ora il nemico rosso
minaccia dall'interno
la nostra libertà.
 
E tu lotta con noi
contro la polvere del tuo tempo
e tu lotta con noi
per il tuo Re, la tua città
Roma, Roma, la nostra città
Roma, Roma, per sempre sarà.
 
Ed io amo il cielo
limpido e puro come il mare
le piazze spaziose e animate.
Amo le grandi fontane
che han zampilli di fuoco
che fan sognar la mente.
Un tempo la mia città
era capitale di un Regno
laborioso e guerriero
e il trono usurpato
ha lasciato un grande vuoto
che mai si colmerà.

 Francesco
 Tallarico
Fabio
Torriero
 Giuseppe
 D'Amico

Era il 1975, allorché io e Fabio Torriero, militanti del Fronte monarchico giovanile, ci trovammo a svolgere attività politica nella tumultuosa situazione politica di quegli anni.
In quel periodo nel nostro ambiente, a livello musicale, esistevano soltanto la Marcia Reale, i canti della Vandea e i vari inni monarchici.
Musiche e testi che, peraltro, noi tenevamo nella debita considerazione, in quanto retaggio del nostro passato e della Tradizione. Sentivamo, però, l'esigenza di creare musiche e testi più adatti al linguaggio e al gusto musicale in voga tra ì giovani in quegli anni (de Gregori, ad esempio, e poi Branduardi, Guccini, Bennato...).
Così costituimmo un gruppo musicale denominato "Nuovo Canto Popolare". Nacquero allora le nostre prime canzoni, quali Roma, Sulle Scogliere di Marmo, li Partito etc. ( lo stile, un rock mediterraneo, aperto a tante melodie medievaieggianti).
I primi tempi ci esibivamo in diretta Tv sulle prime reti televisive locali, o in occasione delle manifestazioni monarchiche. Finché Sergio Boschiero, allora Segretario dell'Unione monarchica italiana, vista la discreta qualità dei brani, decise di finanziare un'incisione discografica, coinvolgendo nell'iniziativa anche Giuseppe D'Amico, aderente al Fronte monarchico giovanile dell'Aquila.
Dopo un primo 45 giri, incìdemmo nel 1976 il nostro primo ed unico LP, dal titolo La nostra alba. Fu un'incisione del tutto amatoriale, con voci, chitarre, pianoforte e percussioni. La serie di brani che componevano l'opera discografica fu presentata dal vivo al cinema Capranichetta di Roma, nell'aprile del '76, con discreta partecipazione di pubblico, soprattutto giovanile.
Successivamente Fabio Torriero entrò a far parte degli "Janus", con connotazioni più "rock", mentre il Nuovo Canto Popolare non intraprese altre iniziative discografiche, pur avendo io e Torriero composto altri brani.
A venti anni di distanza da questa iniziativa, conservo ancora il ricordo vivo della freschezza giovanile che animava i nostri ideali di allora. E che li anima tuttora.

  

testo tratto dall'Agenda Nazionalpopolare 1998 © Carlo Marconi Editore